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Permessi per l’occupazione di suolo pubblico: le regole per il tuo locale

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31/05/2019

Permessi per l’occupazione di suolo pubblico: le regole per il tuo locale

Permessi per l’occupazione di suolo pubblico: le regole per il tuo locale



Uno spazio esterno per un locale fa davvero la differenza nei mesi estivi, ma quali sono i permessi che vanno richiesti al comune? Vediamolo insieme

Durante la stagione estiva, i locali che non hanno un adeguato spazio esterno fruibile subiscono un brusco calo delle vendite. Tavolini, ombrelloni, verande e giardini, invece, sono un’ottima presentazione per il proprio locale e invogliano i clienti a entrare e consumare una bibita fresca o un caffè in un luogo riparato e rilassante.

Ovviamente, per occupare il suolo pubblico con tavolini, sedie e coperture c’è bisogno di permessi che cambiano, generalmente, da Comune in Comune. Vediamo insieme cosa serve per non incappare in multe salate.

Quali sono le regole generali per l’occupazione del suolo pubblico

Ogni singolo caso va valutato dal Comune di pertinenza, ma le regole generali secondo le quali vengono rilasciati i permessi di occupazione di suolo pubblico riguardano tutte la sicurezza, ossia il pericolo e l’intralcio al passare delle auto e dei pedoni, ostruzione di tombini o elementi che necessitano un accesso d’emergenza.

Questi permessi sono, comunque, su base comunale, ma le regole sono più o meno le stesse in tutta Italia. Le più frequenti sono:

  • Installare tende e ombrelloni di color panna o crema;
  • Lasciare uno spazio libero di almeno 4 metri per il passaggio automobilistico;
  • Lasciare uno spazio libero di almeno 1 metro e mezzo per il passaggio dei pedoni;
  • Le strutture esterne devono essere in metallo e vetro o plexiglass, o piante ornamentali non più alte di 1,20 metri;
  • La lunghezza occupata del marciapiede non deve andare oltre agli affacci del locale.

Come chiedere il permesso al Comune

Anche in questo caso, le regolamentazioni sono comunali, ma generalmente ci si reca al SUAP, lo Sportello Unico Attività Produttive, con questi documenti:

  • Ragione sociale, sede legale, codice fiscale e partita IVA della società richiedente;
  • Durata dell’occupazione, se temporanea o permanente;
  • L’estensione del suolo pubblico oggetto della richiesta;
  • L’attività che si intende esercitare su tale suolo;
  • Planimetria del luogo in scala 1:50;
  • Pianta del luogo in scala 1:200
  • Relazione tecnica di un geometra;
  • Tre foto dettagliate del luogo.

Il Comune a quel punto ti darà una risposta in 30 giorni per richiedere modifiche al piano o per dare l’autorizzazione.

Quanto costa la tassa per occupazione di suolo pubblico

La richiesta da inviare al SUAP almeno 100 euro in marche da bollo, poi ci sono i costi del geometra che si occuperà della stesura delle relazioni tecniche. Infine, c’è da pagare periodicamente il Canone Occupazione Suolo Area Pubblica, il COSAP che varia di città in città, ma va dai 20 agli 80 euro a metro quadro all’anno.

MARCHI IN ESCLUSIVA

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